Giambattista Luè già Sindaco di San Colombano al Lambro

Per l'anagrafe Santo Giovanni Battista. Nasce a Lodi il 2 novembre 1868 , figlio di Antonio e Teresa Pollenghi ivi residenti.
Giambattista nel
1887 a 19 anni si iscrive come uditore ai corsi singoli all' Università di Pavia.

Nel
1888 va ad abitare a Bologna in via Zaniboni 53 e si iscrive all'Università di Bologna.
Il 30 giugno 1891 a 23 anni si laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna con la tesi: Beneficenza e criminalità (fascicolo 2515). Un campo che lo appassionava in modo tale da stimolarlo nel continuare gli studi, spingendolo a scrivere e a pubblicare diverse monografie.

Infatti nel
1896 inizia con la pubblicazione del primo volume di una monografia dal titolo
"
La pubblica Beneficenza " e nel 1898 del secondo volume.
Tipografia Giovanni Panzetti di San Colombano al Lambro. Bibliografia Nazionale Italiana 1896 7734 e 1898 5183.


Il 19 ottobre 1898 si sposa , a San Colombano al Lambro, con la Signora Fulvia Zanaboni .

Tra le sue monografie, citiamo:
1897 "Il diritto Internazionale pubblico nei libri di Omero" (studio storico)
Tip. Lit. Dell'Avo di Lodi BNI 1897 7699.
1898 "Applicabilità della legge di rinvio nel diritto internazionale privato"
Stab. Tip. della Società Editrice Libraria, Milano BNI 1898 9517.
Tip. Lit. Dell'Avo di Lodi BNI 1898 5124
1898 "Brevi appunti sui limiti delle attribuzioni dell'autorità giudiziaria e dell'autorità amministrativa" .
Tip. Lit. Dell'Avo di Lodi BNI 1898 5123
1899 "Del protettorato internazionale"
Stab. Tip. della Società Editrice Libraria, Milano BNI 1899 4344.

In virtù dell'esperienza acquisita durante i suoi studi, nel
1903 veniva nominato segretario del collegio amministrativo dell'Archivio "Istituti pubblici di assistenza e beneficenza di Cremona" (sec. XIII - sec. XX) presso l' Archivio di Stato di Cremona e inizia il riordino dell'intero archivio della congregazione fino al 1906.
Nel
1914 per conto dell' Archivio di Stato di Cremona procedette allo spoglio del materiale depositato nelle soffitte del palazzo Carità, effettuando uno scarto di vaste proporzioni, da cui si salvarono però i documenti antichi.